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Filosofia della mente

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Quello che c'è ce lo dice la fisica
In questa ottica l'ontologia coincide con l'ontologia della fisica, cioè con l'elenco di entità che sono ammesse dai fisici. Poiché la fisica cerca di trovare le leggi ultime dell'universo, queste saranno anche i principi fondamentali che governano il mutamento delle cose. Non ci può essere nessun cambiamento nella struttura di un oggetto che non abbia una causa fisica necessaria e sufficiente.
2 dogmi:
A. generalità della fisica: tutti gli oggetti e gli eventi dello spazio-tempo hanno proprietà fisiche, e le leggi fisiche governano o descrivono il comportamento di TUTTI gli oggetti ed eventi nello spazio tempo
B. completezza della fisica: ogni evento fisico ha una causa fisica sufficiente al suo verificarsi, date le leggi della fisica
Si potrebbe pensare che il fisicalismo porti ad dover accettare una visione scientifica del mondo e che chi non accetta il fisicalismo sia un nemico della scienza. Ciò viene da un equivoco di fondo: il fisicalismo è una posizione filosofica e non scientifica: dire che l'ontologia della fisica esaurisce il discorso ontologico generale, è un'affermazione filosofica, non fisica.
Inoltre il riferimento alla fisica del fisicalismo è problematico per due motivi:
- esiste qualcosa di unitario chiamato fisica?
- A quale stadio della fisica si riferisce? Perché la fisica, come ogni sapere umano, evolve.
Il fisicalismo diventa rilevante come posizione filosofica se applicato ad ambiti tradizionalmente
considerati distanti dal mondo scientifico, le scienze umane. La sfida fiscalista si prefigge la riduzione di queste scienze a rispettivi capitoli della fisica.
La distinzione tra occorrenze (token) e tipi (type) è stata introdotta da un filosofo americano vissuto tra '800 e '900: Pierce.
Le cose che incontriamo nel mondo sono in grandissima parte delle occorrenze dei tipi di cose (ex il cellulare è un token del type telefono Nokya modello X). In generale le singole istanze appartengono o possono essere raggruppate in un determinato type.
Quando si parla di uno stato mentale (ex desiderio di alzare un braccio) occorre specificare se si tratta di un token (cioè del desiderio che io ho ora di alzare un mio braccio) o del type (cioè del tipo di stato mentale che si ha quando si vuole alzare il braccio).
Il mio mal di testa è un token ma se prendo un farmaco esso è stato creato per il type mal di testa (universale). Il farmaco cmq funziona perché il mio mal di testa è un token di quel type.
-> I type sono i generi, i tipi delle cose (il type dei Promessi sposi è l'opera letteraria, non la mia copia del romanzo).
Le loro caratteristiche metafisiche fondamentali sono:
1. sono astratti: non hanno collocazione spazio temporale (non posso spostare il type Promessi sposi - il romanzo)
2. sono ripetibili: il type Promessi sposi è ripetuto in ogni copia (token)

I token hanno invece le seguenti proprietà:
1. Sono concreti: sono collocato nello spazio e nel tempo (la mia copia dei promessi sposi occupa un certo spazio ed ha una certa durata)
2. sono irripetibili, unici, individuali: la mia copia dei Promessi sposi è unica (anche se ne esistono altre copie)
Con questo esperimento Searle vuole dimostrare che non ha senso assimilare la mente ad un computer, in quanto nessun computer può "pensare" nello stesso modo degli esseri umani. Il suo principale presupposto è che il computer, per elaborare l'informazione, non ha bisogno di comprendere il linguaggio o altri codici simili (non necessita di semantica ma solo di sintassi).
Egli immagina una persona che sia sola dentro una stanza e possiede un manuale di cinese che descrive le regole di come utilizzare gli ideogrammi per rispondere. Questa persona riceve dall'esterno dei foglietti di carta scritti con caratteri cinesi, che gli vengono passati sotto la porta. Anche se il soggetto non capisce il cinese, è comunque in grado di stabilire una regola di associazione e di mettere gli ideogrammi in un ordine dotato di senso al punto che dall'esterno un parlante cinese penserebbe che questa persona effettivamente sa il cinese.
l'idea è quindi che si possa costruire un programma (il manuale) che associ simboli a simboli, tuttavia ciò non è assimilabile alla conoscenza di una lingua naturale =>
Searle critica l'idea che la computazione sia intelligenza ed il problema non è di ordine tecnologico ma filosofico: si assume infatti che i PC siano in grado di simulare il comportamento intelligente umano ma che tuttavia non si possa parlare di intelligenza perché SEMANTICA ≠ SINTASSI: la semantica (significati del linguaggio) non può essere ridotta a una manipolazione sintattica (dei simboli del linguaggio) => visto che per definizione le macchine computano simboli non possono accedere al livello semantico (il pc è cieco)
1. rinunciare alla distinzione stati fisici - stati mentali (questo affermazione può voler dire diverse cose:
a. il mentale è uguale al fisico nel senso che ogni realtà è fisica. tipica delle teorie dell'identità riduzioniste -fino a eliminativiste- in questo senso il problema della causalità è risolto: essendo tutta la realtà materiale, tutte le cause sono fisiche. Questo approccio porta con sé le problematiche delle teorie dell'identità: se la loro posizione metafisica è poco plausibile, lo sarà anche la loro posizione circa la causalità che da essa è dipendente.
b) il mentale è uguale al fisico nel senso che ogni realtà è mentale questa posizione è oggi poco studiata
c. il mentale è uguale al fisico nel senso che ogni realtà non è né fisica né mentale, in cui rientrano diverse posizioni
i. monismo neutrale (Russell)
ii. monismo anomalo: (Davidson)
iii. materialismo biologico (Searle)
2. rinunciare alla causalità mentale (si incorre nelle posizioni epifenomeniste per cui gli eventi mentali esistono, ma non hanno alcuna efficacia causale - la mente è l'ombra del corpo. Il problema è che non spiega l'intuizione forte che abbiamo rispetto alla causalità mentale: il mio desiderio di prendere un analgesico causa il mio movimento verso l'armadio dei medicinali)
3. rinunciare alla chiusura causale del mondo fisico (cioè non possono esistere cause non fisiche di eventi fisici . posizioni anti- naturaliste o naturalismo soft). In filosofia della mente questa strada oggi è poco percorsa, a favore di impostazioni naturaliste.
una tesi positiva: su due polpi si trovano nel medesimo stato fisico, stanno provando le stesse identiche sensazioni a livello mentale. Se la tesi della sopravvenienza è vera, essa è una legge ponte tra regno del mentale e fisico. Un esempio di sopravvenienza è la proprietà di durezza dei minerali: essa dipende da una certa configurazione cristallina dell'elemento, a parità di configurazione avremo parità di durezza => la durezza sopravviene alla configurazione degli atomi, ma non si può dire che gli atomi siano duri (cioè è una proprietà irriducibile alla microstruttura).
La sopravvenienza cattura 3 intuizioni circa il rapporto tra mentale e fisico:
1. COVARIANZA = qualunque differenza mentale deve avere riscontro in qualche differenza fisica (=> il mentale non può essere un tratto caratteristico del mondo perché ogni differenza mentale è anche fisica).
2. DIPENDENZA = gli stati sopravvenienti dipendono ontologicamente dagli stati fisici sottostanti sia perché senza i secondi i primi non esisterebbero (dipendenza rispetto all'esistenza), sia perché le caratteristiche degli stati mentali sono determinate dal tipo di stato fisico sottostante (dipendenza rispetto all'identità).
3. IRRIDUCIBILITÀ = nonostante covarianza e dipendenza, il mentale conserva una sua autonomia esplicativa perché non è in alcun modo riducibile (non c'è una proprietà fisica con cui identificare la credenza che Torino sia al nord di Roma).
la tesi della sopravvenienza deve rispondere a 2 problematiche:
a. perché il mentale dovrebbe sopravvenire sul fisico? Ossia in che modo c'è la connessione necessaria tra mentale d fisico
b. validità degli esperimenti mentali, in particolare gli zombie: se gli zombie sono fisicamente possibili, allora la tesi della sopravvenienze è falsa, perché avremmo = stati fisici ma . stati mentali
la sopravvenienza fornisce una possibile modellizzazione della causalità mentale, in cui
|| indica la relazione di sopravvenienza
-> indica la relazione di causalità
M ---------------> M1
|| ||
F ----------------> F1
Si può dire che F causa F1 e che M causa M1. La relazione di causa mentale, essendo una relazione tra stati sopravvenienti, è a sua volta sopravveniente rispetto alla causa fisica.
A. sono relazioni con oggetti esistenti . detti ampi ->
ESTERNALISMO = il contenuto intenzionale è in gran parte costituito dalle relazioni causali che intercorrono tra il soggetto ed il mondo esterno. Ciò non vuol dire che i significati non stanno nella testa ma sono in gran parte determinati dalle nostre relazioni con il mondo. Un argomento famoso a favore fu portato da PUTNAM ed è l'argomento della Terra Gemella, in cui esiste un materiale liquido inodore e incolore che chiamano acqua ma la cui composizione chimica è diversa dalla nostra: il riferimento intuitivo quindi è lo stesso ma il significato è diverso => il significato non può stare nella testa. Searle esponendo questo argomento conclude che ciò che è nella testa è esattamente identico nei due casi, benché le credenze siano diverse e che l'argomento sia fallace perché il fatto che la sostanza soddisfi la conclusione di essere acqua dipende dal mondo e non dalla mente, ossia, egli afferma, non è riesce a mettere in discussione l'internalismo
B. non sono relazioni con oggetti esistenti . stretti ->
INTERNALISMO = il contenuto intenzionale dipende interamente da ciò che sta nella nostra testa. I contenuti si riferiscono ovviamente a oggetti ma il perché uno stato intenzionale si riferisce ad un oggetto piuttosto che ad un altro dipende esclusivamente dal contenuto mentale. L'INTERNALISMO E' UNA TEORIA DELL'INTENZIONALITA'


Le due intuizioni, internalista ed esternalista, non sono in contrasto tra di loro, perché se gli internalisti sostengono che dovendo il mentale sopravvenire al fisico, il principio di individuazione deve essere intramentale, per gli esternalisti l'individuazione è la relazione che lega stati mentali a quegli aspetti del mondo su cui gli stati mentali portano informazioni.